Electric Frankenstein ‎– Dead And Back

Label:
Tornado Ride Records ‎– TRR 018, Tornado Ride Records ‎– TORNADO RIDE RECORDS 018
Format:
Vinyl, LP, Album, Compilation
Country:
Released:
Genre:
Style:

Tracklist

A1 Sweet Baby Arrogance
A2 Rip It Apart
A3 Good For Nothing
A4 Not This Time
A5 Leave It At That
A6 Make No Mistake
A7 Something Weird
B1 502 Blues
B2 Super Kool
B3 My Distraction
B4 Tear It Down
B5 Who's Watching You
B6 Injected
B7 You Can’t Keep A Bad Man Down

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argh77

argh77

June 16, 2011

Altro vinile, altro centro per la Tornado Ride, ancora una volta tesa a diffondere il verbo del rock’n’roll più grezzo e iconoclasta.

Questa volta tocca ai veterani Electric Frankenstein, attivi da quindici anni e qui raccontati attraverso una raccolta che ne immortala e ne riassume la lunga carriera. Accompagnata dall’impressionante artwork che ritrae un Frankenstein Elettrico decisamente sfatto, seduto al bancone del bar con aria tra lo stanco e il poco rassicurante, Dead And Back concentra l’attenzione su singoli e out-takes: non, quindi, la solita manciata di brani presi dagli album, quanto piuttosto un’offerta in grado di attirare al contempo nuovi adepti e fan di lunga data, cui si offre l’occasione di completare la discografia dei propri beniamini. Per chi ancora fosse digiuno in materia, basti sapere che la formazione porta avanti una micidiale commistione tra Dead Boys e AC/DC, un vero e proprio mostro sonoro creato da un folle dr. Frankenstein alle prese con valvole e distorsori nel suo tetro laboratorio. Da questo esperimento nascono brani dal tiro micidiale e dotati di un invidiabile appeal anthemico, costruiti intorno ad un rifferama granitico e lasciati liberi di seguirne l’andamento insofferente: si delineano così i contorni di una scrittura in grado di colpire allo stomaco l’ascoltatore, per poi stenderlo al tappeto sotto una incessante pioggia di pura energia rock’n’roll. Non aspettatevi, quindi, una spasmodica ricerca dell’originalità o chissà quali rivelazioni inaspettate dagli Electric Frankenstein, qui si venera un’antica divinità e lo si fa rispettandone riti e canoni. Ciò che, al contrario, distingue i musicisti del New Jersey è la padronanza della materia e la passione con cui si sono votati alla causa, nonché la genialità nell’unire due differenti modi di coniugarne il verbo. Un’impresa cui si sono dedicati in molti, ma che gli Electric Frankenstein hanno perfezionato e rodato con tenacia e dedizione nel corso dei tre lustri passati sulla strada, a riprova dell’autenticità di una dichiarazione d’amore che ancora oggi riesce ad attirare le simpatie dell’ascoltatore e a strappare un sorriso di gratitudine.

La scelta dei brani non può che alzare di un punto la valutazione solitamente riservata alle raccolte, come a dimostrare che non tutto il mondo è uno scontato The Best Of.
A cura di: Michele Giorgi [michele.giorgi@audiodrome.it]