Roberto Donati (2) ‎– Mangiati Vivi! / Eaten Alive! (Original Motion Picture Soundtrack)

Label:
Stella Edizioni Musicali ‎– SEM 85006, Stella (8) ‎– SEM 85006
Format:
Vinyl, LP, Album, Limited Edition, Numbered, Jungle Green
Country:
Released:
Genre:
Style:

Tracklist

A1 Eaten Alive 2:19
A2 Stand By 4:27
A3 Into The Bush 2:00
A4 Bloody Rusty Saw 2:31
A5 Frikin' Bastard 1:51
A6 Killing 2 Parrots 1:24
A7 Speedway 2:46
A8 Free Time 3:45
A9 Piranhas 1:11
B1 Cannibal Ferox Theme 1:38
B2 City Man 3:24
B3 To Go Ahead 2:14
B4 Iron Nightmare 1:36
B5 Room Of Fear 2:36
B6 Jaywalkin Iguana 1:58
B7 Evil Eye 3:13
B8 Ripper's Coming 2:44
B9 Mad Dog 1:49
B10 Raging Evil 3:23

Companies, etc.

Notes

Handnumbered limited edition, first copies including 2 posters. 250 copies, jungle green vinyl!

Original Motion Picture Soundtrack of the worldwide banned Umberto Lenzi movie from 1980.

Colonna Sonora Originale MANGIATI VIVI! aka EATEN ALIVE! aka LEBENDIG GEFRESSEN!

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digitalist

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January 23, 2016
edited 20 days ago
Signed by Roberto Donati special edition get's released on 28.01. january.
available here: info@priv4te.com
digitalist

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January 18, 2016
edited 20 days ago
article taken from soundwall.it / http://www.soundwall.it/benvenuti-nel-2016/

Roberto Donati - Eaten Alive! (Stella)

Roberto Donati - Eaten Alive! (Stella)
Vista la continua richiesta e il costante aumento delle quotazioni su Discogs, la Stella (una delle etichette satellite della Private Records) rimette in circolazione la colonna sonora di Mangiati Vivi!, pellicola horror/splatter girata nel 1980 e diretta da Umberto Lenzi. La trama è agevolmente rintracciabile via Wikipedia mentre la musica, a firma Roberto Donati (affiancato da Maria Fiamma Maglione), viene riesumata per la seconda volta dall’iperattiva label berlinese. Urge specificare: si tratta di una ristampa della ristampa, ma ovviamente Private non si esime dal distinguerla dalla precedente edita nel 2014: il titolo in copertina ora è in inglese, il lettering della tracklist è mutato come del resto il colore del vinile che adesso è blu. Piccole (ed apparentemente inutili) variazioni che un giorno torneranno più che utili per identificare con scrupolosità di quale tiratura si stia parlando. Donati spazia tra funk e psychedelic rock, e l’effetto in certi punti potrebbe ricordare bene le musiche di polizieschi/poliziotteschi degli anni Settanta. Questa nuova versione è destinata ad essere distribuita sulla piazza internazionale, tra Europa, Stati Uniti e Giappone, cogliendo al volo l’imminente pubblicazione del film abbinata ad un documentario di ben due ore e mezza in formato blu-ray.

http://www.soundwall.it/benvenuti-nel-2016/

DI GIOSUÈ IMPELLIZZERI
08/01/2016
digitalist

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December 4, 2015
edited 2 months ago
Article about Eaten Alive! / Mangiati Vivi! on technodisco.it ...
http://www.technodisco.it/2014/05/roberto-donati-mangiati-vivi-stella/

Per decenni il vinile è stato il supporto su cui convogliare la musica, di qualsiasi genere e stile. Poi le evoluzioni tecnologiche (cassetta e CD prima, formati digitali poi), hanno trasformato il disco in una sorta di totem, da adorare e rispettare perché icona di passione, dedizione, e, non da meno, feticismo. Dalla concezione meramente commerciale ci si sposta quindi a quella mossa da intenti culturali, proprio come nel caso di Stella, neolabel patrocinata dalla berlinese Private Records di Janis Nowacki, dedita a colonne sonore di film del passato. Dopo aver pubblicato “Paura Nella Città Dei Morti Viventi”, diretto da Lucio Fulci e musicato da Fabio Frizzi, giunge “Mangiati Vivi!”, che raccoglie tutto ciò che il maestro Roberto Donati compose per la pellicola omonima del 1980 di Umberto Lenzi. Al genere detto cannibal, mix tra horror, splatter, avventura ed erotico, Lenzi approda nel ’72 con “Il Paese Del Sesso Selvaggio” e lo affronta ancora in “Cannibal Ferox”, del 1981, che chiude la trilogia. Non trattandosi prettamente di un horror quindi, anche la relativa soundtrack allarga i propri confini abbracciando Funk e Psychedelic Rock. Anzi: probabilmente qui si sentono più le chitarre che gli organi, come attestano brani tipo “Eaten Alive!”, “Stand By”, “Into The Bush”, “Killing 2 Parrots” o “Free Time”, per certi versi vicini ai polizieschi/poliziotteschi degli anni Settanta. Più inclini al concetto di terrore/orrore sono invece “Bloody Rusty Saw”, “Piranhas”, “Cannibal Ferox Theme”, “Iron Nightmare”, “Room Of Fear”, “Evil Eye” e “Ripper’s Coming”. Particolarissima la suddivisione in due tranche di “Jaywalkin’ Iguana”, uno dei pezzi adoperati pure nel citato “Cannibal Ferox”, ricordato per scene particolarmente cruente che gli valsero la censura in molti Paesi del mondo. 500 le copie disponibili di cui 250 verdi, avvalorate dall’impeccabile copertina e da due mini poster. Stella si accinge a distribuire anche la colonna sonora de “Il Fiume Del Grande Caimano” firmata da Stelvio Cipriani (il regista era Sergio Martino), e dimostra di brillare già intensamente nel firmamento di quelle realtà che preservano il passato dall’oblio offrendolo alle generazioni future.
digitalist

digitalist

December 3, 2015
edited 2 months ago
Eaten Alive / Mangiati Vivi! review by Electronique.it ...

Dal paradiso all’inferno. Mangiati Vivi! (1980), diretto da Umberto Lenzi, è il capitolo centrale della sua trilogia cannibalica, composta dall’apripista del genere, “Il Paese Del Sesso Selvaggio” (1972), e da “Cannibal Ferox” (1981), risposta al più noto “Cannibal Holocaust” (1980), capolavoro di Ruggero Deodato.
Il film, con inserti prelevati da “Ultimo Mondo Cannibale” (1977) dello stesso Deodato e da “La Montagna Del Dio Cannibale” (1978) di Sergio Martino, è liberamente ispirato al massacro della Guyana, ossia il suicidio collettivo celebrato dal reverendo Jim Jones il 18 novembre del 1978, nel quale persero la vita oltre novecento persone. Avvelenatesi con del cianuro di potassio. Una decisione discussa dalla comunità di Jonestown, o Peoples Temple Agricultural Project, poco prima del drammatico evento. Fu persino registrato un nastro, in cui Jones e altri membri del gruppo definiscono il gesto un “suicidio rivoluzionario per la gloria del socialismo”.

La dottrina fanaticamente in voga a Jonestown, così come il sistema economico prescelto, prendevano spunto dal naturismo applicato nella Cambogia di Pol Pot, di cui il reverendo era un fervido ammiratore. In realtà, la comunità, intrisa di idee millenaristiche, era tanto votata alla promiscuità quanto blindata. Coloro che abbandonavano la comune, da oltre un migliaio di adepti, venivano bollati come ‘disertori’ ed esisteva anche una polizia informale per impedire ogni sorta di diserzione. Chi è riuscito a fuggire, o a sopravvivere, ha descritto la città come un misto tra autentica prigione e progetto utopistico nella giungla.
La stessa, profonda e a tratti impenetrabile, mantiene in isolamento la Setta della Purificazione nella sceneggiatura di Lenzi. In Nuova Guinea, agli ordini del santone Melvyn Jonas (Ivan Rassimov), una comunità religiosa ha scelto d’insediarsi in un remoto villaggio per tornare alle origini, rinnegando la civiltà occidentale.

Mangiati vivi“Mangiati Vivi!” inizia, però, con un prologo: tre persone, tra le cascate del Niagara e in pieno centro a New York, sono uccise con alcuni dardi intinti nel veleno di cobra, scagliati dalla cerbottana di un misterioso aborigeno, che trova la morte in un incidente stradale, travolto accidentalmente da un camion. L’uomo, senza documenti, porta con sé un filmino girato in 8mm appartenente a una certa Diana Morris (Paola Senatore), documentarista scomparsa da tempo. Le autorità convocano, quindi, la sorella della donna, Sheila Morris (Janet Agren), nella speranza di ricavare qualche indizio sull’intricato episodio.
Una volta visionato il filmato, recante immagini di un viaggio nel Sud-Est asiatico tra templi buddisti e riti pagani, Sheila parte per ritrovare Diana, probabile adepta della Setta della Purificazione, dedita a pratiche sadiche. Giunta sul luogo, la donna ingaggia un disertore del Vietnam, Mark Butler (Robert Kerman), per addentrarsi nella giungla. Scampati a svariati pericoli, i due scoprono che nei pressi del villaggio della comunità vive anche una famelica tribù di cannibali locali, nemici della Setta della Purificazione, ma di cui talvolta si serve Jonas per liberarsi dei traditori. Sheila e Mark riescono a farsi accettare da quest’ultimo, pagandone le conseguenze.

Pur d’incontrare Diana, la sorella viene, prima, drogata e, poi, seviziata sessualmente dal reverendo. Tra alterne vicende, i tre, con la collaborazione di un’indigena, Mownara (Me Me Lay), riescono ad allontanarsi dal villaggio, finendo preda di un agguato dei cannibali appostati nella giungla. Diana viene squartata e mangiata. Nel frattempo, in mancanza di notizie da parte di Sheila, giungono soccorsi in elicottero da New York: la donna e Mark sono tratti in salvo. Di fronte alla fuga dei traditori, pronti a rivelare al mondo intero le nefandezze della comunità, alla Setta della Purificazione non resta che scegliere la via del suicidio di massa.
Nonostante evirazioni, squartamento e uccisioni reali di alcuni animali, “Mangiati Vivi” appare meno gore di altri ‘cannibalici’: una pellicola per forti di stomaco, ma gioia per gli occhi del pubblico maschile. Abbondano, infatti, scene di nudo e di sesso, spesso legate ad altre di rara crudeltà e inaudita violenza.

In concomitanza con l’allargamento a tematiche poliziesche ed erotiche, la colonna sonora di Roberto Donati non si riduce a un mero commento, perché alterna funk, rock e sperimentazioni elettroniche. A lungo introvabile, così come il DVD, la soundtrack è stata ristampata nel 2014 per conto della straordinaria Stella Edizioni Musicali.
L’etichetta, gestita da Janis Nowacki, è specializzata nel ristampare polverose colonne sonore di alcuni maestri della Penisola: “Paura Nella Città Dei Morti Viventi” (2014) di Fabio Frizzi; “Il Fiume Del Grande Caimano” (2014) e “Concorde Affaire ’79” (2014) di Stelvio Cipriani; e “Il Giustiziere Della Strada” di Detto Mariano.

“Mi sono congratulato con Janis in diverse occasioni. Trovo che sia stato fatto davvero un buon lavoro. Sono tutt’ora in contatto con lui. Probabilmente, trentacinque anni fa, c’era l’idea di uno scarso interesse per questo genere di sonorità che, invece, a quanto pare, è ritornato a galla, soprattutto negli ultimi tempi”.

Stella Edizioni Musicali sembra non badare a spese. La sub-label della Private Records, altrettanto interessata a riportare alla luce tesori musicali di decadi fa, ha lanciato sul mercato vinili colorati e numerati, accompagnati da copertine di spessore grafico e, soprattutto, arricchiti da tracce bonus, precedentemente non rilasciate.

“Uno dei due produttori del film, Mino Loy (Luciano Martino l’altro), propose me e la mia partner artistica, Fiamma Maglione, a Lenzi che, dopo l’ascolto del tema principale in sala di registrazione rimase molto soddisfatto. Le musiche sono state così realizzate dopo aver letto il copione, a riprese concluse. I tempi rilevati direttamente in moviola.”

“Mangiati Vivi!” è stato, dunque, l’esordio del breve seppur intenso sodalizio tra il regista di Massa Marittima (GR) e Donati, una collaborazione protrattasi anche nel già citato “Cannibal Ferox”. Il cantante e chitarrista, membro di varie band negli anni ’60, non era, però, alla sua prima esperienza come compositore per il grande schermo.

“La mia prima esperienza con le colonne sonore riguarda il film Una Donna Chiamata Apache (1976), con la canzone dei titoli registrata nello studio di Alessandro Alessandroni e cantata da mia moglie (sotto pseudonimo Judy Hill). A parte il contributo di un armonicista, la colonna sonora l’ho registrata da solo: qualcosa di emozionante e impegnativo”.

“Dopodiché, la soundtrack di Oriazi & Curiazi 3-2 (1977), molto ‘casereccia’, con pochi e scarni strumenti, unica pellicola dove io e Fiamma risultiamo con i nostri nomi originali. Per Emanuelle & Lolita (1977) ha collaborato, invece, il mio amico bassista Piero Montanari, già conosciuto agli studi della RCA per dei provini, il quale ha curato le partiture dei vari arrangiamenti.”

Spesso noto con lo pseudonimo Budy, e in coppia con l’immancabile Maglione, Donati ha fatto propri i trascorsi country, pop e rock, re-interpretando gli stilemi nelle sue opere dopo averli introiettati. Palese esempio Eaten Alive!, brano ai confini dei bagliori della disco, ottimo per le immagini d’apertura, preludio soft al successivo gore.
Anche in Stand By le influenze si pongono e sovrappongono in maniera gioiosa, privilegiando un feeling più rock, a colpi di riff. Con Into The Bush si piomba musicalmente nella giungla, tra sintetizzatori, tamburi e atmosfere oscure. Le stesse, in chiave più stridula, di Bloody Rusty Saw, dall’incedere marziale.

“Per ciò che riguarda i suoni elettronici, molto è merito di Carlo Cordio, specialmente durante le scene di suspense. Un professionista di quel calibro alle tastiere ha dato un’impronta importante alla realizzazione dei brani, interpretati da musicisti di analogo spessore come Gianni Basso e Oscar Valdambrini.”

Superati gli spigoli di Frikin’ Bastards, spazio alla traccia più sognante in assoluto tra quelle del lato A: Killing 2 Parrots, per un attimo di relax. In aperta opposizione, Speed Way, movimentata cavalcata rock, e la più spassosa Free Time. Infine, il ritorno delle sonorità proprie dell’incubo: Piranhas è breve, ma affossante.

Il lato B si apre con Cannibal Ferox Theme. Alla spensieratezza funk di City Man si contrappone il mix di chitarre di To Go Ahead. Segue un’altra incursione elettronica: la sottesa Iron Nightmare. Se la tensione resta alta in Room Of Fear, con crescendo finale, Jaywalkin’ Iguana è una dolce boccata d’aria dalla durata di un istante, tempo necessario per introdurre il ruggito heavy di Evil Eye.
Le inquietudini notturne e le attese pesanti di Ripper’s Coming introducono una chiusura scoppiettante: prima Mad Dog, poi Raging Evil. Pezzi ancora vibranti, che trasudano consapevolezza nelle proprie capacità e voglia di osare, per spingersi oltre il terrore delle carni squarciate. Il vero crimine è stato ‘censurare’ questa colonna sonora per quasi sette lustri.
http://www.electronique.it/timeless-beats/11795-mangiati-vivi-roberto-donati
izgoblin

izgoblin

September 16, 2014
As others have said, this rather dubious release contains only one track unique to the film Mangiati Vivi. Several others are included on the Cannibal Ferox soundtrack (they were also featured in this film), but a high percentage of this material was recorded some time after these films and has no apparent connection to these movies.
inshreds66

inshreds66

September 16, 2014
Where is this hand numbered? I have the green with 2 posters, but cannot see a number.
vibrobutcher

vibrobutcher

May 13, 2014
Yes, these tracks are (for me) from the same session than "Cannibal ferox" ("cannibal" was made one year after) (the title "eaten alive" is the only track to change, it's the main title from the ouverture to the film). All the other tracks are not from the original session, it seem to me not real drums but actual drum machine (digital pcm sounds) and clear digital synth... Not the creepy analogic sound from the early 80's.!!.. tracks from the actual roberto donati's home studio ?? (we can see photo of the donati's home studio this years on his face book !) Strange bonus !
ClovenHoof

ClovenHoof

May 9, 2014
I'm ever so slightly bemused by this release... the only tracks that actually appear in Mangiati Vivi! / Eaten Alive! are 'Eaten Alive', 'Into The Bush', 'Killing 2 Parrots', 'Piranhas', 'Cannibal Ferox Theme' and 'Jaywalkin' Iguana'. The rest of the material is a mystery to me?
vibrobutcher

vibrobutcher

April 22, 2014
"Killing 2 parrots"/"cannibal ferox theme"/"jaywalking iguana"/"into the bush"/"piranhas " are on the "Cannibal ferox" soundtrack ...
slysoul

slysoul

April 20, 2014
No, neither the movies are the same, nor the soundtracks. Only the intention of the flicks ;-)